Ricordati a Montecavallo i caduti di Nassiriya
Anche i Carabinieri del Comando Compagnia di Camerino hanno celebrato il decennale del terribile attentato di Nassiriya, in cui persero la vita 28 persone, 19 italiani tra carabinieri, militari dell'esercito, civili e 9 iracheni. La breve e sentita cerimonia si è svolta il 12 Novembre a Monte Cavallo nel piazzale a loro intitolato. La cerimonia di commemorazione, che ha visto la sentita e commossa partecipazione di numerose Autorità, tra cui il Comandante Provinciale dei Carabinieri Col. Marco Di Stefano, il suo Vice Ten. Col. Patrizio Florio, il Comandante della Compagnia Carabinieri di Camerino Cap. Vincenzo Orlando, il Comandate della Locale Stazione dei Carabinieri Luogotenente Paolo Vallesi, il Presidente dell'Associazione Locale dei Carabinieri in congedo Vittorio Pontieri, il Sindaco di Monte Cavallo Pietro Cecoli ed il Presidente del Consiglio Comunale di Tolentino Mauro Sclavi, è stata presieduta dall' Arcivescovo di Camerino Francesco Giovanni Brugnaro. Nella toccante omelia l'Arcivescovo Brugnaro, nel ricordare il tragico evento, ha sottolineato l'importanza delle missioni di pace e della costruzione della pace ovvero il non fermarsi al proprio utile, non cercare il proprio interesse ma operare al servizio di quel bene comune che è bene di tutti e, per questo, di ogni persona e dell'intera comunità umana. Quel bene che ha portato i nostri fratelli caduti a ritenere che donare la propria vita, a difesa della vita altrui, fosse più grande di ogni altro bene, del bene della stessa vita. Al termine della Santa Messa, dopo la lettura della Preghiera del Carabiniere, l'Arcivescovo ha benedetta la corona di alloro, successivamente posta sulla lapide commemorativa, ad imperituro ricordo dei Caduti.
Sacci, il comune di San Severino chiede certezze
“Il Comune non dorme sulla vicenda Sacci. Non siamo a priori contrari all'ampliamento dell'impianto che dovrebbe utilizzare come combustibile una notevole quantità di css (combustibile solido secondario, cioè quello che rimane dei rifiuti dopo averli riciclati, ndr), anche considerando il periodo di crisi generale che sta mettendo a dura prova le aziende, ma vogliamo tutelare la salute dei cittadini. Bene irrinunciabile per il quale chiediamo precise garanzie”. Il sindaco di San Severino, Cesare Martini, si è espresso a chiare note nella conferenza stampa in aula consiliare dove sono convenuti l'assessore all'Ambiente Simona Gregori, il collega alle manutenzioni Giampaolo Muzio, il presidente del Consiglio comunale Ostilio Beni ed il consigliere Simone Vitturini. “Abbiamo vinto – ha ricordato il primo cittadino settempedano -, la guerra contro la Turbogas e dunque ci opporremo al potenziamento della struttura e all'autorizzazione a bruciare css fino a quando non ci verranno fornite tutte le garanzie per la salute delle persone”. Per il timore che l'impianto possa causare un aumento delle malattie nella popolazione dei centri vicini, “abbiamo ottenuto dall'unità operativa di Epidemiologia del Dipartimento di Prevenzione dell'Area Vasta 3 l'impegno a svolgere una serie di ricerche sull'incidenza delle patologie neoplastiche nel nostro Comune”. “Che riteniamo – ha precisato l'assessore Gregori - sia esposto alle emissioni del cementificio trasportate dal vento nella nostra direzione”. “Sempre alla Regione, agli inizi di ottobre – rivela Martini -, abbiamo anche chiesto, interessando al contempo la Provincia, la possibilità di utilizzare una centralina mobile per effettuare il monitoraggio dell'aria al fine di rilevare le emissioni del cementificio Sacci. La risposta, assurda, è stata che i laboratori mobili sono stati dati in uso all'Arpam e le spese per questo genere di campagne sono a carico dell'ente richiedente, quindi del nostro Comune. Non me la sono sentita di far spendere ai cittadini 40.000 euro per ottenere informazioni che dovrebbero essere invece un loro diritto a salvaguardia della salute, in assoluto il primo bene. Questa battaglia per noi si gioca a carte scoperte. Presenteremo i documenti ufficiali anche nel corso di un incontro pubblico che il Comune promuoverà, insieme al Comitato Salva Salute di Castelraimondo, il primo dicembre alla sala Italia”. Intanto “nel marzo scorso – conclude l'assessore Serena Gregori – abbiamo presentato un ricorso al Tar contro l'inceneritore, per il quale nessuno ha chiesto il parere del nostro Comune, a cura dei legali Ranieri Felici e Antonella Felici Benedetti”.
Luca Muscolini
L'innocenza spezzata
Un italiano di 44 anni, con precedenti penali, è stato arrestato dai carabinieri di Camerino, con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata, ai danni della propria figlia.
L'uomo, residente a Camerino, avrebbe abusato per anni della ragazzina, che, ormai tredicenne, di fronte all'ennesimo tentativo di violenza, si è finalmente rivolta alla madre: non lo avrebbe fatto prima perchè sotto minacce di morte da parte del padre, che le aveva giurato di ammazzarla se avesse raccontato i fatti. La donna si è recata immediatamente presso i carabinieri, chiedendo inoltre aiuto ai servizi sociali.
L'incubo della ragazza sarebbe iniziato alla precoce età di sei anni, un incubo fatto, stando alle ricostruzioni effettuate mediante supporto psicologico, di sfregamenti, carezze, palpeggiamenti, filmati pornografici, simulazioni di rapporti sessuali, minacce. Tra le prove a carico dell'uomo, alcuni files registrati col cellulare dalla tredicenne, in cui si evidenziano gli episodi di violenza e le promesse di morte rivolte dal padre, se tale può definirsi, alla figlia.
L'uomo, inizialmente sottoposto a provvedimento di allontanamento dall'abitazione famigliare, è stato poi invece condannato a custodia cautelare dal G.I.P. del Tribunale di Macerata, per evitare il possibile ripetersi di azioni criminose nei confronti della famiglia; attualmente, si trova quindi presso la Casa Circondariale di Camerino, in attesa di essere sottoposto all'interrogatorio di garanzia.
E il pensiero torna a soffermarsi, inevitabilmente, sui casi di ragazzini abusati, sugli adolescenti che si suicidano, senza ragioni apparenti o, al contrario, per motivi gravissimi: la tredicenne di Camerino ha trovato la forza d'animo di confessare tutto, di cercare l'appoggio di sua madre, una storia orribile che non possiamo ancora definire " a lieto fine", ma che ci auguriamo lo sia al più presto.
Un San Martino di flagelli
Un San Martino da ricordare, niente castagnate e vin brulè, ma ombrelli rovesciati, alberi abbattuti, cantine allagate, tanta paura e fortissimi disagi. L'ondata di maltempo è arrivata da poco, non accenna a placarsi, e sono già pesanti i numeri dei danni a cose e persone, sono ben due, infatti, i morti nel pesarese.
La prima vittima, il titolare di uno scatolificio, era salita sul tetto del suo capannone per verificare i danni, ed è precipitato, morendo sul colpo; a Monte Cerignone, invece, sempre in provincia di Pesaro, un'automobile è rimasta intrappolata in una grossa pozza d'acqua, l'occupante è sceso per mettersi in salvo ma è annegato, non si sa ancora se per colpa di un malore.
Molti i danni ad abitazioni, edifici, vie stradali, ma ancora più preoccupanti sono i numeri delle evacuazioni: sempre nel pesarese, nel comune di Furlo, 40 persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni, così come nella provincia di Ascoli Piceno, per non parlare della situazione che si è creata tra Genga, Fabriano e Sassoferrato, a causa dell'esondazione del fiume Esino. Il parcheggio della Merloni Sanitari spa di Pianello di Genga è stato interamente allagato . Sono molti i torrenti e i fiumi che hanno raggiunto livelli p
reoccupanti, e altrettanti i casi di frane e smottamenti.
Nell'entroterra maceratese preoccupazione per le forti raffiche di vento, ma anche per le esondazioni, come quella del fiume Potenza, che ha interessato i comuni di Fiuminata a Gagliole, e gli smottamenti. Nel tratto stradale che collega Castelraimondo a Camerino, all'altezza di Canepina, fango e ancora fango sull'asfalto, con il conseguente intervento degli operai comunali per ripristinare la viabilità.
Il maltempo non sta risparmiando neppure le zone costiere, flagellate le spiagge e le coste da nord a sud, partendo dal riminese fino ad arrivare alla Riviera delle palme, nella provincia di Ascoli Piceno.
Proprio nell'ascolano, a Roccafluvione, una donna è stata travolta da una frana con la sua auto; dopo diverse ore, i vigili del fuoco sono riusciti a trarla in salvo, ma l'ambulanza che la stava conducendo in ospedale è stata a sua volta bloccata da una seconda frana. Provvidenziale l'intervento di una gru, che è riuscita a liberare il mezzo e a portare finalmente al sicuro la donna.
Tra domani e dopodomani si prevedono dei miglioramenti, ma intanto ecco la prima neve sui Monti Sibillini, quasi a voler sottolineare l'arrivo dell'inverno che si è fatto desiderare finora.
Se a cercare di morire sono i bambini
Sulla tragica morte del tredicenne di Fabriano, uccisosi con un colpo di pistola alla tempia, si è già detto probabilmente quello che si poteva dire. Si è partiti, all'inizio delle indagini, pensando a un fatale scherzo del destino, un gioco finito male come, purtroppo, in altre occasioni.
Solo in seguito si è scoperto che si è trattato, in realtà, di qualcosa di ben peggiore di un incidente: un suicidio. Se tale si può chiamare, a tredici anni, quando probabilmente non si ha neanche ancora acquisito la consapevolezza di quello che è la vita e, di conseguenza, il togliersela. Cosa può spingere un ragazzino di quell'età, senza problemi apparenti, da come emerge analizzando la sua situazione famigliare e scolastica, a puntarsi alla tempia una pistola e a far fuoco?
In un momento come questo, bisognerebbe probabilmente tacere e rispettare prima di tutto il dolore della famiglia; moltissime le presenze ai funerali del giovane, nella frazione di Nebbiano, tra cui i compagni di scuola, che gli hanno dedicato pensieri, frasi, brevi composizioni, saluti. Colpiscono, tutte, per una caratteristica che hanno in comune: lo stupore. La meraviglia di fronte a un gesto che nessuno si aspettava, che lascia interdetti, che nella sua gravità costringe ad ammutolire: un ragazzino come altri, inserito, seguito, amato.
Avrà certamente sofferto i problemi tipici della sua età, la ragazzina che magari non risponde alle tue avances, un brutto voto a scuola, un piccolo screzio a casa: problemi che si digeriscono in silenzio, che non si raccontano ai genitori, che si accennano appena agli amici perchè tra maschi, si sa, non si parla dei propri dolori, non si scrive su un diario, si è abituati a mascherare, a fingere: retaggi culturali? Errate abitudini? Imposizioni sociali?
Quello che colpisce sono i dati, allarmanti. Si apprende la notizia di un altro adolescente, stavolta sedicenne, impiccatosi a Pescara, nella sua stanza, sembrerebbe per una delusione amorosa.
Di qualche giorno fa, invece, la notizia dell'altro tredicenne, a Bergamo, gettatosi dalla finestra di casa per un rimprovero paterno, per una playstation danneggiata.
A Caserta, una dodicenne ha tentato il suicidio, dopo essere stata vittima di abusi per mesi, nello scoprire di essere incinta.
Il ragazzino di Fabriano ha scritto un sms, l'ultimo, alla madre, dicendole addio. Sapeva quello che stava per fare? Il dubbio è legittimo. Cercare colpevoli sarebbe inutile, cercare motivazioni, anche: in presenza di un trauma così profondo, come quello della giovanissima violentata nel casertano, la disperazione può condurre a cercare un'estrema via d'uscita... altrimenti, per un tredicenne che si uccide, senza una ragione apparente, non esistono spiegazioni che valgano, resta solo questo, il silenzio, laddove le parole perdono ogni significato.
Summit in provincia con il ministro D'Alia
Un nuovo sistema di Autonomie per semplificare e rendere più vicini ai cittadini i livelli di governo. È la richiesta consegnata dalla Provincia di Macerata a Gianpiero D'Alia, ministro per la Pubblica amministrazione e la Semplificazione, in città per un summit con la Giunta provinciale appositamente convocata per l'occasione.
Ad accogliere il ministro, arrivato nella sede di corso della Repubblica poco prima delle 15, c'era il presidente Antonio Pettinari, insieme al prefetto Pietro Giardina e al questore Roberto Gentile. Al vertice con la Giunta hanno, quindi, partecipato anche il presidente del Consiglio provinciale, Paolo Cartechini, i rettori delle Università di Camerino e di Macerata, Flavio Corradini e Luigi Lacchè, ed il sindaco di Macerata, Romano Carancini. Dopo una panoramica, da parte di Pettinari, sull'impostazione dell'attività amministrativa centrata sul coordinamento, sulla valorizzazione, sul sostegno e sulla messa a sistema delle tante iniziative portate avanti in sinergia con gli altri attori del territorio - ad esempio l'Ufficio Europa integrato -, diverse sono state le questioni sottoposte al ministro, ufficializzate in un documento.
Su tutte il Patto di stabilità, che lega le mani alle Amministrazioni, impedendo di ottemperare a precisi obblighi di legge, come la messa in sicurezza delle strade, delle scuole e dei fiumi, senza dimenticare la pesantissima riduzione dei trasferimenti statali: 11 milioni e 700 mila euro in meno rispetto al 2010 per la Provincia di Macerata, a cui si aggiungono, dal 2011, mancate risorse per ulteriori 10 milioni annui per le strade ex Anas assegnate alle Province. Ancora, i tagli al trasporto pubblico locale, i necessari finanziamenti statali per procedere alla bonifica del basso bacino del fiume Chienti, la rimodulazione e il rifinanziamento del Patto territoriale.
In questo complesso scenario, Pettinari, nel ribadire il ruolo importante e operativo delle Province in ambiti molto sentiti dalla popolazione (di poche ore prima l'apertura della sala operativa di Protezione civile per rispondere all'emergenza pioggia), ha sottolineato l'urgenza, condivisa a pieno dal ministro D'Alia, di una riforma complessiva dello Stato, “un progetto di riordino serio e organico - ha detto - che ridefinisca, senza facili demagogie e scorciatoie, funzioni e competenze”. Come è emerso dalla riunione, infatti, sono tanti i settori in cui si creano sovrapposizioni, ad esempio tra Regione ed Enti locali, su turismo e cultura, ambiente e genio civile.
Da parte del ministro, che non ha risparmiato parole di elogio al sistema di grande collaborazione istituzionale riscontrato nella provincia di Macerata, c'è stata la massima disponibilità rispetto alle problematiche segnalate, sia quelle generali sia quelle specifiche, con l'impegno a lavorare insieme per migliorare le criticità.
Furti in appartamento. Arresti a Fiuminata
Hanno raggiunto Fiuminata a bordo di un'autovettura rubata e, dopo aver individuato l'appartamento da svaligiare, hanno forzato la porta di ingresso tentando di penetrare all'interno. Non avevano però fatto i conti con i Carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Camerino, già da un mese sulle loro tracce, impegnati in uno specifico servizio finalizzato alla repressione dei furti in appartamento, eventi che proprio nell'ultimo periodo avevano visto una certa recrudescenza in tutta la Provincia.
I militari infatti, a seguito di altri furti commessi nelle scorse settimane tra Camerino, Matelica, Fiuminata ed Esanatoglia, avevano raccolto una serie di informazioni importanti sul conto della banda (provenienza, nazionalità, veicoli in loro uso, fotografie dei componenti): elementi rivelatisi fondamentali per l'esito dell'operazione.
Intorno alle 20 di venerdì 8 novembre, i carabinieri avevano notato un'Audi A4 di colore scuro aggirarsi per la città. Trattandosi di un veicolo già oggetto di segnalazioni pregresse, i militari si mettevano alla ricerca del mezzo e lo rintracciavano nei pressi di un'abitazione in zona Pontile: qui i carabinieri notavano tre giovani con arnesi da scasso uscire di corsa dal vialetto dell'abitazione in questione. Alla vista dei militari, i tre abbandonavano gli arnesi e si davano alla fuga a piedi, cercando di dileguarsi lungo il fiume. I carabinieri riuscivano però a raggiungere due di loro e ad arrestarli, mentre un terzo riusciva a far perdere definitivamente le sue tracce.
Com'è subito emerso, i tre avevano appena scassinato la porta di ingresso di un'abitazione con un piede di porco, ma il sopraggiungere dei carabinieri li ha costretti ad abbandonare il proposito criminoso e a darsi alla fuga. Gli arrestati sono: Mera Erjion, 23 anni, e Koleci Almir, 30 anni, entrambi albanesi domiciliati a Perugia e con precedenti penali, i quali dovranno ora rispondere di tentato furto aggravato e ricettazione.
Tutti gli arnesi da scasso ritrovati sul posto e all'interno dell'auto (piccone, piede di porco, cacciaviti di varie misure, trapani, torce e guanti) sono stati sequestrati; il veicolo, rubato un mese prima a Perugia, è stato restituito al legittimo proprietario.
Accertamenti sono tutt'ora in corso per risalire all'identità del terzo complice: non si esclude che si tratti di un altro albanese che condivide l'abitazione di Perugia con gli altri due arrestati. Le indagini procedono spedite e a breve potrebbero fornire ulteriori e positivi riscontri operativi.
Unicam. Presentata la nuova squadra
Il Rettore dell'Università di Camerino, Flavio Corradini, ha presentato nei giorni scorsi le novità apportate alla squadra di pro Rettori e Delegati, che lo sta affiancando nel suo mandato: docenti e ricercatori impegnati in prima persona nell'individuazione, condivisione e applicazione di strategie efficaci per la crescita dell'Ateneo.
“L'impegno, la determinazione e la passione profusi da tutti (colleghi, docenti, ricercatori, personale tecnico amministrativo e studenti) – ha dichiarato il Rettore – hanno contribuito a farci raggiungere risultati eccellenti: siamo certamente soddisfatti, ma non basta, per questo ho sentito l'esigenza di qualche integrazione e cambiamento al gruppo di colleghi che quotidianamente si spendono per l'Università di Camerino. Tanto abbiamo fatto e tante altre iniziative sono in programma. Per questo auguriamoci un determinato 'buon lavoro'!”.
Il Pro Rettore Vicario Claudio Pettinari coordinerà le attività di “Relazioni Internazionali, internazionalizzazione della didattica e mobilità”; il Pro rettore Graziano Leoni coordinerà le attività di “Valutazione, programmazione e qualità”; il Rettore Corradini coordinerà le attività di “Ricerca e Trasferimento di conoscenze, competenze e tecnologie”; il Pro Rettore Andrea Spaterna coordinerà i “Rapporti con Enti e Istituzioni pubbliche e private”; infine, il Pro Rettore Sara Spuntarelli coordinerà le “Pari opportunità, Trasparenza Amministrativa, Valorizzazione della Persona”.
All'interno di queste tematiche sono previste alcune deleghe specifiche che, unitamente a quelle che non rientrano negli ambiti appena menzionati, sono elencate all'indirizzo:
www.unicam.it/ateneo/organizzazione/organigramma.asp
Lo scorso 5 novembre si è inoltre tenuta la prima seduta del nuovo Consiglio di Amministrazione di Unicam, ora è così composto: Flavio Corradini, Rettore e Presidente; Giovanni Ciccolini (Halley Informatica) e Sara Servili (Servili Computer), quali membri designati dal Comitato dei Sostenitori; Andrea Dall'Asta, designato dal Consiglio del Polo Scientifico-Didattico Piceno; Pierpaolo Angeletti, Garante degli studenti; Stefano Belardinelli, Garante del personale tecnico e amministrativo; David Vitali, Garante dei docenti e ricercatori.
Infine, nell'ambito del Bando PRIN 2012, Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale, grande soddisfazione per la notizia del finanziamento, da parte del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, per il progetto di ricerca su “Logica, modelli e insiemi” coordinato da Carlo Toffalori, docente Unicam della Scuola di Scienze e Tecnologie. Oltre all'Università di Camerino, che è ente capofila, collaborano al progetto altre tre unità di ricerca degli Atenei di Pisa, Torino e Udine.
“Il programma di ricerca – sottolinea Toffalori – riguarda le applicazioni della logica alla matematica, in particolare ad algebra, analisi e geometria. I settori della logica coinvolti sono, principalmente, teoria dei modelli, teoria degli insiemi e teoria della computabilità. La comunità scientifica italiana che lavora su questi temi è molto attiva e stimata a livello internazionale. Come Ateneo, siamo onorati di poter dirigere un gruppo di ricerca così prestigioso. E', di certo, un bel riconoscimento morale, al di là del finanziamento, che pure non è indifferente, visto che supera i 113.000 euro”.
Vandali di auto colpiscono ancora a Civitanova
Nuovo caso di vandalismo a Civitanova Marche, nel quartiere Fontespina. Una residente, infatti, ha sporto denuncia dopo aver ritrovato il suo veicolo danneggiato, con la carrozzeria graffiata e sfregiata in diversi punti. Non si tratta, d'altra parte, di un episodio isolato, ed è per questo che la vittima pone l'accento sulla necessità, da parte delle forze dell'ordine, di effettuare controlli più rigidi in zona, soprattutto durante le ore notturne.
Già nei mesi scorsi erano accaduti episodi molto simili, automobili graffiate in maniera molto vistosa, non solamente nel quartiere Fontespina ma anche in alcune zone del centro, oltre a strane croci verniciate con bombolette spray sui cofani. I proprietari delle auto colpite non presentano collegamenti tra di loro, e il fatto che i vandali abbiano agito in diverse parti della città fa pensare che non si tratti di gesti con fine di minaccia, estorsione o vendetta, ma solamente di pesanti bravate notturne.
Bravate che, certo, non pesano poco, in termini economici ma anche di tranquillità: per gli abitanti del quartiere Fontespina e delle altre zone colpite, probabilmente, non sarà facile dormire a quattro palmi, fintantochè gli autori di sfregi e pitture non saranno intercettati dalle forze dell'ordine.
Le Marche premiate a Bruxelles
(BRUXELLES) - “Un riconoscimento europeo che premia la capacità di valorizzare il ruolo economico e sociale delle aree protette, superando quello del semplice vincolo con cui vengono spesso identificate. Il certificato che i Parchi delle Marche hanno ricevuto rappresenta un riconoscimento della visione strategica che, come Regione, abbiamo voluto promuovere per perseguire uno sviluppo sostenibile del territorio”.
Lo ha affermato l'assessore regionale all'Ambiente, Maura Malaspina, alla cerimonia di consegna della Carta europea del turismo sostenibile (Cets), conferita ai parchi regionali della Gola della Rossa Frasassi, del Conero, del Sasso Simone e Simoncello, del San Bartolo, e confermata al Parco nazionale dei Monti Sibillini. Per il Parco nazionale dei monti Sibillini si tratta del terzo attestato europeo: nel 2002 i Sibillini diventano il primo parco nazionale italiano a essere certificato; la carta viene poi rinnovata una prima volta dopo il primo quinquennio di attuazione, mentre quello conferito nei giorni scorsi è il secondo rinnovo ed è relativo alla strategia quinquennale 2013-2017. Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è già al lavoro per l'attuazione della prossima strategia quinquennale sul turismo sostenibile, documento sulla base del quale viene conferita la certificazione di Europarc. Si tratta di una vera e propria strategia che indirizza la gestione delle aree protette e che, ormai da anni, per il parco dei Sibillini costituisce la base operativa del lavoro che si svolge in ambito turistico, attraverso la quale l'ente coinvolge operatori e istituzioni del territorio.
La Cets è stata assegnata da Europarc (Federazione della natura e dei parchi nazionali d'Europa), presso il Parlamento europeo. La cerimonia è stata preceduta dall'Ottava riunione della Rete europea della Carta, che si è tenuta presso la rappresentanza della Regione Marche a Bruxelles.
Con le ultime Carte consegnate, i parchi europei certificati salgono a 119 e sono distribuiti in 13 paesi, mentre le aree protette italiane che aderiscono alla Carta salgono a 20. A Bruxelles, oltre al Parco dei Sibillini, era presente una nutrita delegazione di aree protette marchigiane che negli ultimi anni hanno intrapreso con successo il percorso previsto dalla Carta. La Regione Marche, unica in Italia ad avere tutte le aree protette del suo territorio certificate, ha infatti fortemente puntato alla Carta Europea del turismo sostenibile grazie, in particolare, all'impegno dell'Assessorato all'Ambiente guidato da Maura Malaspina.
“Questo risultato testimonia la nostra capacità di orientamento secondo le linee della Strategia europea 2020, che promuove un nuovo modello di crescita, basato su uno sviluppo economico sostenibile e solidale - ha aggiunto l'assessore - Abbiamo puntato sulla qualità dello sviluppo e promosso la cultura europea delle reti, che ci consente di affrontare i temi della biodiversità in maniera sistemica, evitando interventi episodici e frammentati”.
Malaspina ha poi indicato nel Programma triennale aree protette 2013-2015, approvato dalla Regione, “lo strumento fondamentale per guidare le comunità locali nella gestione naturalistica e paesaggistica del territorio”. Ha quindi evidenziato come agricoltura e ambiente rappresentino “due pilastri fondamentali di una stessa strategia di crescita e sviluppo. Le Marche sono state la prima regione italiana ad attivare gli Accordi agroambientali, che vedono i Parchi operare a fianco degli agricoltori per superare le criticità ambientali, utilizzando i benefici economici garantiti dal Piano di sviluppo regionale”.
L'assessore ha infine ricordato alcune azioni attivate dai Parchi regionali in accordo con la Carta Europea del turismo sostenibile: “Sono iniziative costruite in rete che valorizzano il nostro brand di economia turistica. Come la mobilità dolce, che abbiamo sviluppato attraverso lo Schema quadro dei percorsi interregionali e regionali, che vede nella Ciclovia dei parchi dell'adriatico un ambizioso progetto per collegare i nostri itinerari a quelli transnazionali che provengono dal nord, dal centro Europa e dall'area dei Balcani, nel quadro della Macroregione Adriatico Ionica”.
